Storia II parte - HungKuenTorino

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Storia II parte

Wong Fei Hung (1847-1924), combattente d’eccezione viene annoverato tra le dieci tigri di Canton ovvero tra i migliori maestri di tutta la Cina. Sviluppò notevolmente lo stile tanto da essere soprannominato il “padre dell’odierno Hung Gar”.
All’età di circa tredici anni, incontrò Lam Fuksing, discepolo del grande Tid Kiu Saam, e ne divenne allievo per circa due anni. Durante quel periodo, Wong apprese uno speciale sistema respiratorio detto Tid Sin (il filo di ferro). Fonti storiche accreditate, ci dicono poi che il giovane fu anche istruito da Wong Yanlam, un celebre maestro di Siji Haau o Lama pai nonché una delle dieci tigri di Canton. E’ inoltre probabile che ricevette insegnamenti anche da maestri di altre tradizioni, ma nello specifico quest’ultima informazione è preziosa per capire da quali fonti egli attinse per creare anni dopo la forma della Tigre e della Gru (Fu Hok Shoy Yin Kuen). Wong Fei Hung ampliò quindi il repertorio dello stile; estese per esempio la forma Gung Gee Fok Fu Kuen introducendo le tecniche respiratorie del filo di ferro e creò la forma dei cinque animali o Ng Yin Kuen, simile alla Fu Hok ma con l’aggiunta di tecniche del serpente e del leopardo. Si dedicò per tutta la vita al Kung Fu e alla medicina cinese ed ebbe molti allievi tra cui Lam Sai Wing e Tang Fong.

Lam Sai Wing (1860-1943), iniziò sin da giovane la pratica del Kung Fu sotto la tutela di suo padre Lam Chechung e di suo nonno Lam Geuichung. Anni dopo studiò sotto la guida di Wu Gamsing e di Hungsaan. All’età di 22 anni, Lam divenne allievo di Wong Fei Hung. Rimasero insieme, maestro e discepolo, per circa vent’anni.
Successivamente aprì una scuola di arti marziali a Canton sulla strada Bouwa Jing. Ricalcando le orme del suo maestro, insegnò nell’esercito sotto richiesta del generale Lei Fulam.
Correva l’anno 1921 e Lam Sai Wing prese parte ad una importante manifestazione allo scopo di raccogliere fondi in favore degli orfani. In quella cicostanza esibì la sua abilità nelle arti marziali e fu premiato con una medaglia d’argento da Syun Jungsaan (Sun Yat Sen), il padre della Repubblica Cinese. Durante i primi anni della repubblica, Lam fu invitato ad insegnare arti marziali ai coloni di Hong Kong: qui il grande maestro fonderà una scuola di Kung Fu molto importante grazie alla quale l’Hung Gar ebbe una forte diffusione. Lam fu una figura fondamentale per lo sviluppo dello stile tanto da introdurre diverse forme all’interno del programma d’insegnamento e revisionare quelle apprese in precedenza dal suo maestro.

Tale modifica riguardò solo taluni aspetti formali delle tecniche, non i loro principi base che sono rimastiinvariati. I tempi andavano cambiando e probabilmente il maestro sentì insorgere la necessità di “standardizzare” alcuni aspetti dello stile per garantirne la trasmissione alle generazioni successive. Insieme ad alcuni studenti e collaboratori, Sifu Lam pubblicò poi tre libri sul Kung Fu; questi volumi riguardavano rispettivamente: la forma per domare la tigre (Gung gee fok fu kuen), la tigre e la gru (Fu hok seung ying kuen) e il filo di ferro (Tid sin kuen). Lam fu il primo maestro ad aprire le porte dell’insegnamento a tutti mentre per generazioni la conoscenza di Shao Lin era stata riservata a pochi scelti, si deve a lui la diffusione mondiale dello stile.


Chan Hon Chung (1909-1991), nacque a Canton nel 1909 e, all’età di 19 anni, si recò a Hong Kong dove entrò a far parte della Società d’arti marziali di Lam Sai Wing diventando uno dei suoi allievi migliori. Nel 1936 tornò a Canton per affari, ai tempi delle aggressioni giapponesi la Cina si preparava per la guerra e a Chan Hon Chung fu chiesto di allenare le nuove compagnie di spadaccini. Nel 1938 tornò a Hong Kong dove istituì l’Hong Chung Gimnasium e praticò tutta la vita il Dit Ta (la medicina cinese). Nel 1970 fondò l’Hong Kong Chinese Martial Art Association tutt’oggi esistente e alla quale aderiscono molti maestri di grande fama. Nel 1973 fu premiato dalla regina Elisabetta II con una medaglia al merito per i suoi contributi sociali.



 
 
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